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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Siamo sotto ipnosi

14 maggio 2008

Floris: "Letta, c'è qualcosa che non le è piaciuto del discorso di Berlusconi?"
Letta (dopo averci pensato): "No".


Ecco, ieri sera mentre sgranavo gli occhi guardando Enrico Letta (sì, è Enrico, quello nostro, il nipote insomma) a Ballarò pensavo alle ragioni di questa arrendevolezza che si tramuta in una totale assenza di indentità del Partito democratico. Poi sono uscito per andare a giocare una partita a poker e nel tragitto che mi portava al tavolo verde (partita, sia detto per inciso, conclusa con esito trionfale per cui ho capito che va riaggiornato il detto e la fortuna al gioco deve essere indirettamente proporzionale alla sfortuna politica e l'amore non c'entra una mazza) ho visto che Roma è tappezzata di manifesti per un'iniziativa che oggi Enrico Letta, ministro ombra del Partito democratico, organizza con Amedeo Piva, già assessore delle giunte di centrosinistra e secondo dei non eletti del Pd alla Camera nella circoscrizione Lazio 1. Ospite d'onore di Letta e Piva? Gianni Alemanno.

Sono andato a dormire tardi e ho puntato la sveglia per ascoltarmi la replica di Berlusconi alla Camera e ho anche riso per la battuta finale, ma era un riso che sapeva di resa. E volemose bene e poi Veltroni che ha detto che è tutto merito suo e in effetti...

Allora ho capito: mi sa che siamo sotto ipnosi. Il Mago di Arcore deve essere riuscito ad agitare il pendolino di Maurizio Mosca conducendoci nella notte dove tutte le vacche sono nere e questa è una citazione di Hegel che contestava l'idea di assoluto che aveva Schelling, un assoluto dove l'identità di cose e persone e idee si perdeva. E aveva ragione Hegel.

Io non sono mai stato definibile come un antiberlusconiano e non arriverò mai a pensare che ci definiamo in opposizione a qualcun altro, anche se dire ciò che non siamo è sempre un passo avanti. E se avessi parlato a Ballarò o in aula avrei detto che il discorso di Berlusconi era generico e per questo non era brutto, ma diventava terribile se si pensava a tutto il non detto, a tutto il taciuto. E noi, poiché siamo sotto ipnosi, non siamo stati capaci di dire che non votiamo la fiducia perché siamo il Partito democratico, che nell'insegna di questa ditta c'è scolpita un'idea di partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica che è l'esatto opposto dell'idea di efficienza (in cui la democrazia diventa oggettivamente un optional) propria di queste destre; siamo il Partito democratico che crede nell'uguaglianza delle opportunità come valore fondante e dunque sfida il governo a fare vere liberalizzazioni, abolendo le barriere d'accesso alle professioni e intaccando le vere rendite di posizione dei potenti di questo paese; siamo il Partito democratico che non tollera l'ingiustizia e ancor meno tollera che si sia resa legale, ma non per questo giusta, l'illegalità attraverso norme ad personam come quelle sul falso in bilancio e sull'accelerazione dei tempi della prescrizione dei reati, che sono oltraggi al diritto; siamo il Partito democratico che ha la sua radice in un'idea alta del lavoro e non tollera l'esistenza di un esercito di precari su cui il governo nascituro non ha inteso spendere una parola o una promessa, fermandosi a dire che detasserà gli straordinari e darà più soldi a chi un lavoro stabile ce l'ha già; siamo il Partito democratico che crede all'idea di Europa e la rispetta e ne rispetta le sentenze, come quella su Europa 7 e Retequattro, che ripropone tutta intera la questione del conflitto di interessi; siamo il Partito democratico che nasce e vive nel terzo millennio e trova intollerabile la condizione in cui versano ricerca scientifica e innovazione nel nostro paese, con le risorse inchiodate all'1% del Pil e noi pretendiamo che siano almeno raddoppiate e siamo scandalizzati che anche su questo il presidente del Consiglio abbiamo semplicemente taciuto; siamo il Partito democratico che ha tratto legittimazione dalle primarie, crede nella democrazia diretta e si farà promotore di una legge sulle primarie obbligatorie e normate per legge, sulla democrazia interna ai partiti, visto che il partito del presidente del Consiglio è oggi un partito padronale, privo di democrazia interna.

Avremmo dovuto utilizzare l'occasione di questo dibattito alla Camera per cominciare a definire davvero l'identità del Pd, ma siamo sotto ipnosi e non l'abbiamo fatto. E allora volemose bene e se po' fa' e regaleremo valanghe di consensi a Di Pietro da una parte e alla sinistra radicale dall'altra e altri ancora a chi penserà che a questo punto è meglio votare direttamente Pdl e tra un anno, dopo il disastro delle europee, forse dall'ipnosi ci sveglieremo e voglia iddio che non sia troppo tardi.



permalink | inviato da marioadinolfi il 14/5/2008 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (277) | Versione per la stampa

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